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GLI SCOPI DEL SITO

wc logoIl sito Workingclass intende essere uno strumento di studio e di ricerca sui temi del lavoro, delle sue condizioni, del suo senso oggi, delle prospettive di ricomposizione sociale, partecipazione e di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



lula

La fotografia risale alla precedente incarcerazione di Lula durante il periodo della dittatura militare, condannato per il reato di battersi per la democrazia.

Possiamo partecipare ad una prima protesta e testimonianza di solidarietà a Lula scrivendogli la nostra indignazione ed il nostro appoggio, spedendo una lettera per posta aerea dove è detenuto, a:

Superintendencia da policia federal

Para: LUIZ INAZIO LULA DA SILVA

Rua PROFA. Sandalia Monzon, 210, Santa Candida, Curitiba.

CEP 82640040

Lo avevo conosciuto personalmente … lo avevo ascoltato in piazza a Campinas nel 1989, ero sotto il palco con i compagni del servizio d’ordine del Partido dos Trabalhadores, il PT.

Sapeva parlare alla gente e trasmettere speranza e dignità anche ai più poveri.

 

Va in galera senza una prova oggettiva di reato, è un cosa ignobile, ma in America Latina non è permessa la democrazia e non è concesso ai poveri di sognare una vita migliore, di partecipare dei beni comuni, di sentirsi parte della società.

 

È un vero golpe, fatto da una classe politica corrotta che governa con la repressione e l’arroganza di chi sa che ha il controllo totale su esercito, polizia, giustizia, media.

 

È un giorno tristissimo per la democrazia in Brasile e per tutte le persone che sperano in un mondo più giusto.

 

 

Maurizio Marino

8 aprile 2018

 

 

Trovate a seguito il commento di Leonardo Boff, autorevole esponente della teologia della liberazione. Il commento si riferisce al precedente gravissimo atto della destituzione della Presidente della Repubblica, Dilma Roussef, anche in questo caso senza alcuna prova di reato.

Più della metà dei parlamentari che votarono per la sua destituzione erano indagati per corruzione. La Presidente venne sostituito da Michel Temer, immediatamente dopo indagato per corruzione perché il padrone dell’impresa Oderbrecht, la più grande multinazionale dell’America Latina in concorrenza con la Salini-Impregilo, testimoniò di aver versato più di 700mila dollari a Temer per favorire alcune opere. Sempre lo stesso parlamento che destituì Dilma fece scattare l’immunità parlamentare. Nelle settimane scorse il presidente del Perú, Pedro Kuzcynski, ha dato le dimissioni da presidente per corruzione sempre ad opera della Oderbrecht.

 

 

La condanna di una governante degna – Leonardo Boff

La condanna di una governante degna ed innocente ad opera di una banda di corrotti dalla mente e dalla finanza

C’era una volta una grande nazione per la sua estensione e per il suo popolo allegro e, senza dubbio, trattato ingiustamente, che soffriva la miseria nelle grandi periferie delle città e nelle zone interne. Per secoli era stato governato dalla piccola elite del denaro che non si interessò mai del destino del proprio popolo. Secondo uno storico mulatto il popolo fu “ripetutamente castrato e dissanguato” sul piano sociale.

Ma lentamente questi poveri si organizzarono in movimenti di tutti i tipi, accumulando un potere sociale ed alimentando il sogno di un altro Brasile. Si proposero di trasformare il potere sociale in potere politico. Aiutarono a fondare il Partito dei Lavoratori. Uno dei suoi membri, sopravvissuto alle rappresaglie e tornitore meccanico, arrivo a diventare Presidente. Resistendo alle pressioni che subì da parte dei possessori di denaro nazionali e transnazionali, aprì un braccia significativa nel sistema dominante che permisse di portare avanti una politica sociale umanizzante. Una parte della popolazione brasiliana pari a tutta quella dell’Argentina uscì dalla miseria e dalla fame. Migliaia di persone ebbero la loro casetta con la luce e l’energia. I poveri ed i negri trovarono accesso, prima impossibile, all’insegnamento tecnico e superiore. Però, soprattutto, sentirono di aver recuperato la loro dignità, sempre negata. Divennero parte della società. Fino a comprarsi un’utilitaria o viaggiare in aereo per vedere i loro partenti lontani. Questo irritò la classe media, che vedeva i suoi spazi occupati. Da qui nacque la discriminazione e l’odio contro di loro.

Ed avvenne che nel tredicesimo anno del governo Lula-Dilma il Brasile conquistò una rispettabilità mondiale. Ma ci raggiunse la crisi dell’economia e della finanza, di carattere sistemico, che ha provocato difficoltà economica e disoccupazione obbligando il governo a prendere misure forti. La corruzione, endemiva nel paese, ci concentrò in Petrobras coinvolgento diversi dirigenti del Partito dei Lavoratori (PT) come anche di tutti i principali partiti politici. Un giudice fazioso, con lo spirito del giustiziere, indagò solo sul PT mentre i mezzi di comunicazione conservatori hanno costruito lo stereotipo del PT come sinonimo della corruzione. Ma questa corruzione è servita come pretesto per la elite del denaro per organizzare un golpe parlamentare visto che non riuscivano a trionfare nelle elezioni. Temendo questo corso politico rivolto ai più poveri potesse consolidarsi, decisero di liquidarlo. Il metodo già usato in precedenza con Vargas e Jango è stato ora ripreso con lo stesso pretesto di combattere la corruzione, in realtà per nascondere la propria corruzione. I golpisti hanno usato un Parlamento nel quale il 60% dei suoi componenti è accusato di reati e delitti senza rispettare i 54 milioni di votanti che elessero Dilma Roussef.

È importante chiarire che dietro questo golpe parlamentare si annidano gli interessi meschini ed antisociali i padroni del poter in combutta con la stampa che deforma i fatti ed ha sempre sostenuto i colpi di stato, l’aiuto dei partiti conservatori e parte di dirigenti dei Ministeri pubblici assieme alla Polizia Militare. Come pure parte della Corte Suprema che, indegnamente, non è ispirata alla imparzialità. Il golpe non è solo contro la governante ma soprattutto contro la democrazia di carattere partecipativo e sociale. Si tratta di cambiare verso il neoliberalismo più sfacciato attribuendo quasi tutto al mercato che è competitivo e per niente cooperativo (per questo alimenta il conflitto ed è antisociale). Per questo hanno deciso di demolire le politiche sociali, privatizzare la sanità, l’educazione ed il petrolio come attaccare le conquiste sociali dei lavoratori.

Contro la presidente Dilma non è stato individuato alcun crimine. Solo per alcuni errori amministrativi del tutto tollerabili, compiuti anche dai governi precedenti, si è usato il criterio della irresponsabilità di governo per applicare la procedura dell’impeachment. Per un piccolo incidente di bicicletta si condanna la Presidenta a morte, castigo del tutto sproporzionato. Degli 81 senatori che la hanno giudicata 40 sono imputati o sottoposti a indagine giudiziaria per diversi delitti. La obbligano a sedersi sul banco degli imputati, dove invece dovrebbero stare coloro che la condannano. Tra questi ci sono anche 5 ex ministri.

La corruzione non è solo monetaria. Peggiore è la corruzione della mente e dei cuori, pieni di odio. I senatori dell’impeachment hanno la mente corrotta, perché sanno di condannare una innocente. Così la cecità politica e gli interessi corporativi prevalgono sugli interessi dell’intero popolo.

È allora appropriata la sentenza dell’Apostolo Paolo: loro imprigionano la verità con l’ingiustizia, E questo richiama l’ira di Dio (Romani 1,18). Nella memoria dei golpisti permarrà per tutta la loro vita il ricordo di Caino che assassinò suo fratello Abele. Loro assassinarono la democrazia. La loro memoria sarà maledetta per il crimine commesso. Peserà su di loro l’ira divina.

 

           

Leonardo BOFF

28 agosto 2016

Página de Leonardo en Koinonía.

Traduzione di Fulvio Perini