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GLI SCOPI DEL SITO

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  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



migrantiSul problema migranti circolano un mucchio di parole ma pochi dati, numeri. Forse perché dimostrano che gran parte di queste parole sono smentite e/o ridimensionate dalla realtà. Gli allarmismi e le provocazioni della dura destra , ( anche europea ) sul numero di migranti che attraversano il Mediterraneo o le Alpi in massa per stabilirsi nel Vecchio Continente, non reggono il confronto.

Sulla base di rapporti di organismi internazionali , UNCRUNPD, EUROSTAT, quattro sono i punti rilevanti

 

1.Arrivi dal mare in forte calo

Dai dati pubblicati il 18 Giugno di quest'anno dalla UNHCR, l'agenzia dell'ONU,risulta che ad Aprile il numero di migranti arrivati per mare in Europa era di 7796. Nel Luglio 2017 24519. In Luglio 2016 24519. Ottobre 2015 221454.

Tra il 2015 e il 2017, nei primi cinque mesi dell'anno, l'Italia ha ospitato in media tra 9.000 e 12.000 migranti arrivati attraverso il Mediterraneo. Nel 2018, questa media è scesa a 3.000. L'Italia non ha ricevuto più di 6.000 migranti in un mese dal settembre 2017.

L'Ufficio dell'Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) stima che 845 migranti siano morti o scomparsi durante l'attraversamento del Mediterraneo dall'inizio dell'anno. Erano 5.096 nel 2016 e 3.139 nel 2017.

I flussi attuali rimangono importanti, ma sono lontani dai livelli degli anni precedenti, in particolare quelli dell'autunno 2015, in cui oltre 150.000 migranti, venivano accolti ogni mese, principalmente nei porti greci, spagnoli e italiani.

Non è provocatorio notare che , in base a dati, la grande crisi migratoria sia terminata. Se ne accorto anche Macron nella sua polemica con l'Italia: “ la crisi è politica non migratoria”

2 . Domande d'asilo in ribasso

Eurostat ha sommato tutte le richieste d'asilo e le % rispetto alla popolazione nei paesi europei dall'inizio del 2015, l'anno in cui si è registrato il picco di arrivi nell'Unione, fino a marzo 2018 . Risulta che sono 3.435.000, lo 0,67% dei 510 milioni di abitanti dell'Unione europea. Siamo quindi molto lontani da una "invasione".

Tuttavia, gli squilibri rimangono molto importanti tra i paesi in termini di accettazione di questi richiedenti asilo. Nove paesi europei hanno registrato domande che rappresentano meno dello 0,1% della loro popolazione. La maggior parte di questi sono paesi dell'Europa centrale e orientale, ma è anche il caso di un paese balcanico - la Croazia - e di un paese dell'Europa occidentale - il Portogallo.

Tra i paesi "di prima linea", quelli più vicini all'altra sponda del Mediterraneo, la Spagna di Rajoy, è quella che finora ha accettato il minor numero di richiedenti asilo, molto meno persino della Francia e quasi come il Regno Unito. Ma l'Italia stessa ha registrato meno domande di asilo rispetto alla media europea e poco più della Francia in proporzione alla sua popolazione. Tuttavia, non è così per Grecia, Malta e Cipro, dove la proporzione di richiedenti asilo è due volte più elevata della media europea.

Tuttavia, non sono i paesi che hanno accettato il maggior afflusso di rifugiati. Il paese europeo che ha il maggior numero di domande accolte rispetto alla sua popolazione è la Svezia, dove questa percentuale raggiunge il 2,26%, più del triplo della media europea. È seguita da Ungheria, Austria e Germania. In questi quattro paesi, questa domanda ha polarizzato molto il dibattito pubblico, sebbene il numero dei richiedenti asilo sia ancora modesto. In qualche caso le provenienze sono dall’est europeo, anche a seguito della guerra in Ucraina.

Ecco i dati:

Italia 0,58 ; Spagna 0,15 ; Francia 0,43 ; Germania 1,81 ; GB 0,19 ; Svezia 2,26 ; Polonia 0,08; Austria 1,81; Ungheria 2,14; Grecia 1,26.

Richieste di asilo registrate in Europa : media 0,67

3. La percentuale di immigrati nella popolazione europea è molto variabile

La percentuale di immigrati nella popolazione di ciascun paese varia notevolmente nel Vecchio Continente. E contrariamente alla credenza diffuse, non è particolarmente alto, in generale, nei vecchi paesi di immigrazione come il Regno Unito, la Francia e la Germania.

La quota di immigrati nella popolazione nazionale al 1 ° gennaio 2017 (%):

Svezia 17,8; Germania 17,8; Norvegia 15,21; Spagna 12,1; GB 11,62; Francia 12,1; Italia 9,9; Croazia 12,1; Olanda 12,5; Grecia 11,6; Belgio 16,5; Ungheria 5,24; Slovacchia 3,43; Polonia 1,72; Rep. Ceka 4.40.

Fonte: Eurostat

Ma anche le nazionalità dei rifugiati sono importanti. Ad esempio, in Svezia nel 2017, la nazionalità più comune degli immigrati dopo i siriani era ... quella finlandese, seguita da iracheni e polacchi. In Francia, sono gli algerini ed i marocchini in testa, seguiti dai portoghesi.

4. Migranti nel mondo : Asia prima terra di accoglienza

Nel 2017, secondo le stime dell'ONU, c'erano 257,7 milioni di migranti in tutto il mondo, il 3,4% della popolazione mondiale. Non ci sono mai stati, è vero, tanti migranti: erano solo 220 milioni nel 2010 e 152,5 milioni nel 1990. Ma è il continente asiatico che riceve la maggior parte (80 milioni), seguito da vicino dall'Europa (78 milioni). Lontano dall'immagine delle "orde" dei paesi poveri che bussano alle porte dei paesi ricchi, i dati più recenti mostrano che i flussi Sud-Sud sono ora numericamente più alti dei flussi Sud-Nord. Sottolineano inoltre che la maggior parte di queste migrazioni avviene nello stesso continente.

I rifugiati e richiedenti asilo erano appena sotto i 26 milioni nel 2017, che è solo ... lo0,34% della popolazione totale.

 

 

Toni Ferigo

Giugno 2018