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GLI SCOPI DEL SITO

wc logoIl sito Workingclass intende essere uno strumento di studio e di ricerca sui temi del lavoro, delle sue condizioni, del suo senso oggi, delle prospettive di ricomposizione sociale, partecipazione e di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



acqua1

INIZIA LA COLLABORAZIONE CON IL SITO www.volerelaluna.it

Lo dice il Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino nel dossier presentato il 22 gennaio scorso al Caffè Basaglia.

V. https://www.acquabenecomunetorino.org/index.php/convegni/la-scuola-dell-acqua/1416

La responsabilità risale al Governo Berlusconi IV che, per neutralizzare il Referendum del 2011, nel complice silenzio dei Comuni italiani, ha privatizzato il sistema di governo del Servizio Idrico Integrato abolendo COVIRI[1] esternalizzandolo ad ARERA -Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente[2].

ARERA = Bengodi

è finanziata con la tariffa dell’acqua riscossa dalle aziende che gestiscono il Servizio Idrico Integrato, nella misura dell’ 1‰ (uno per mille) dei ricavi.

Al 31.12.2017 aveva un deposito bancario attivo di € 80.744.896 ed ha compiuto operazioni immobiliari milionarie che non hanno giustificazione.Il Collegio di ARERA è composto dal Presidente e quattro membri[3]. Percepiscono € 240.000 annui cadauno, a cui vanno aggiunti, per il 2017, ulteriori € 148.555complessivi, di rimborsi spese.

Il compenso deiRevisori dei Conti è di € 35.000 annui per il Presidente e di € 31.500 ciascuno degli altri, quasi il doppio del limite massimo dei compensi dei Revisori dei Comuni con più di 500.000 abitanti e notevolmente più elevati dei compensi applicati nel settore privato.

Godono inoltre di un rimborso spese complessivo di € 33.906[4].

I dipendenti ARERAal 31.12.2017,erano 160, aumentati di altre 25unitànelcorsodel2018aseguitodell'attribuzione delle competenze sul ciclodeirifiutiurbanie assimilati.

Anche per i lavoratori di Arerasi ha la sensazione di una condizione di "privilegio" rispetto alla situazione generale dei lavoratori italiani, confrontando alcune cifre:

 

ARERA – anno 2017 - media retribuzione pro-capite = € 114.267

     costo pro-capite = € 154.802

 

Secondo il JpSalary Outlook, rapporto dell’Osservatorio di JobPricing, portale che fa riferimento alla società di consulenza HR Pros, nel 2017 lo stipendio medio in Italia è stato pari a €28.977lordi all’anno

 

Se non è zuppa è pan bagnato

Nonostante il Referendum del 2011 abbia abrogato la quota di tariffa destinata alla “remunerazione del 7% del capitale investito” e cioè il profitto sull’acqua, finora ARERA ha continuato impunemente ad addebitarla in bolletta sono il nome di “oneri finanziari” corrispondenti a circa il 6% del capitale investito. . Impunemente grazie a una sentenza del Consiglio di Stato, che ha tenuto per buoni gli algoritmi di ARERA ed ha respinto il ricorso del Movimento dell’acqua, condannandolo anche al pagamento di quasi 40.000 euro di spese legali.

Anche in questa vertenza abbiamo purtroppo dovuto constatare il disinteresse pressoché totale dei giuristi italiani, ai quali non ha fatto specie nemmeno il fatto che un provvedimento legislativo (il DPR che ha ratificato l’esito referendario) sia stato praticamente annullato da un atto amministrativo, una semplice deliberazione, di un ente non elettivo come ARERA.

Con tale atto (il Metodo Tariffario) ARERA ha interpretato a suo modo le direttive europee e la legislazione italiana secondo le quali la tariffa dell’acqua deve coprire tutti i costi che il gestore sostiene per fornire il servizio idrico. Ma i cosiddetti “oneri finanziari” non sono un costo: essi corrispondono alla quota di profitto garantito al gestore e pagato dall’utente. I nostri Comuni, tutti rappresentati nell’ATO3 Torinese[5] hanno approvato questo sistema che, dal 2013 al 2017, oltre ai costi reali di gestione e investimento del servizio idrico, ha prelevato dalle nostre tasche ulteriori € 150.904.000. Che poi gli investimenti siano stati realizzato o meno, è tutto da vedere.

 

La cresta sulla morosità

Altro esempio di speculazione tariffaria è dato dalla voce “morosità”, una passività da non confondere con un costo di gestione o di investimento come una tubazione o un’ora di lavoro. ARERA invece confonde deliberatamente e non si pone nemmeno il problema se la morosità sia dovuta a disonestà/inciviltà o a reali difficoltà economiche dell’utente, e se sia giusto o no scaricarla sul resto degli utenti, anzi : ci fa la cresta.

ARERA non si limita a recuperare dall’utenza la cifra mancante, impone invece una percentuale sul fatturato. In tal modo, Smat che ha una morosità che negli anni dal 2013 al 2017 si aggirava intorno ai intorno ai 10/12 milioni di euro, non addebita in tariffa le perdite reali, ma con la percentuale calcolata sul fatturato incassa quasi il doppio del dovuto : ben € 23.712.000negli anni dal 2013 al 2017

 

Conguaglio = Irresponsabilità imprenditoriale

Mettiamo che io compri un’automobile. La pagherò al prezzo di listino più eventuali accessori e spese di registrazione ecc., meno un eventuale sconto. Mettiamo che dopo un anno o più il venditore mi chieda un conguaglio del prezzo perché ha venduto meno auto del previsto, ha incassato di meno e vuole recuperare la differenza. Non esiste? Per ARERA esiste, e come! Ed esiste anche per i nostri Sindaci che hanno autorizzato SMAT ad addebitare in bolletta ben 46.652.540 di eurosuddivisi in rate annuali a partire dal 2015,a titolo di “conguaglio ante 2012”. Tipico comportamento da “carrozzone pubblico” che scarica sui cittadini gli errori/incapacità/furbizie dei vertici aziendali.Far soldi in questo modo non è da imprenditori seri e capaci.

Ma veniamo al conguaglio: non è un costo, è un errore di previsione del gestore e dell’autorità d’Ambito dove tutti inostri Sindaci sono rappresentati, errore del quale sono responsabili loro e non gli utenti. Perfino il Giudice di Pace di Torino ci ha dato ragione e SMAT deve restituire il maltolto. E invece SMAT ha fatto ricorso in Tribunale, pagando i suoi avvocati con i nostri quattrini.

Questi esempi dimostrano che ARERA è l’anima nera della gestione del Servizio Idrico. Grazie alle sue delibere e alla connivenza dei nostri Comuni in ATO3, SMAT ha potuto gonfiare la tariffa dell’acqua oltre i limiti di legge, incassando negli ultimi 5 anni ben 283.400.000 di euro più del dovuto. Ma questo è il frutto di speculazioni sulla tariffa: un’azienda che fa profitti con questi sistemi non è un’ azienda sana.

Ma che altro possiamo aspettarci da un’Autorità pagata profumatamente dalle Società per Azioni del settore idrico che in quanto SpA hanno “scopo di lucro” ?

Per queste ragioni chiediamo che la Proposta di Legge n.52, Daga e altri, nata dalla Legge d’iniziativa popolare promossa 10 anni fa dal Movimento dell’acqua e solo oggi in discussione alla Camera, venga approvata al più presto perché risponde a due necessità fondamentali per il futuro della nostra acqua : la sua gestione pubblica e partecipativa senza scopo di lucro e lo scioglimento della sanguisuga ARERA.

 

Paola Ceretto - Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Gennaio 2019

 


[1] COVIRI - Comitato Nazionale di Vigilanza sulle Risorse Idriche, struttura di supporto del Ministero dell’Ambiente, sciolto nel 2011

[2] ARERA-Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente, ex-AEEGSI in funzione dal 1° gennaio 2012.

[3]Nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro competente, previo parere favorevole a maggioranza dei due terzi delle competenti Commissioni parlamentari

Durata in carica sette anni, vietata la riconferma.

[4]Rimborsi spese che sembrano eccessivi considerando che ai Revisori non competono missioni o viaggi, fatto salvo il trasferimento dalla propria sede alla sede di ARERA in occasione delle verifiche periodiche e della verifica per il bilancio di previsione e del rendiconto consuntivo (6 sessioni anno).

[5] Autorità Territoriale Ottimale nella quale sono rappresentanti tutti i Comuni dell’Area Metropolitana di Torino