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GLI SCOPI DEL SITO

wc logoIl sito Workingclass intende essere uno strumento di studio e di ricerca sui temi del lavoro, delle sue condizioni, del suo senso oggi, delle prospettive di ricomposizione sociale, partecipazione e di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



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In collaborazione con il sito www.volerelaluna.it

Dal 14 al 18 gennaio, gli insegnanti e il personale delle scuole pubbliche del distretto di Los Angeles sono scesi in sciopero.

 

La notizia è particolarmente rilevante per i seguenti motivi:

-ha coinvolto 32.000 lavoratori

-uno sciopero così non si vedeva da circa trent’anni

-a differenza degli scioperi degli insegnanti della primavera 2018, questo ha riguardato uno stato gestito dai Democratici

-ancora a differenza degli scioperi precedenti, si è trattato di uno sciopero “legale” indetto da un sindacato riconosciuto dalla controparte, gli United Teachers of Los Angeles (UTLA)

-come e ancora in maniera più netta degli scioperi precedenti, le rivendicazioni erano solo in piccola parte salariali, ma riguardavano principalmente il diritto allo studio e la difesa della scuola pubblica

-grazie a questa piattaforma, la lotta ha avuto il sostegno delle famiglie, delle associazioni locali e più in generale di tutta la popolazione

-gli scioperanti hanno vinto su tutto il fronte!

 

La rilevanza di questa esperienza merita un’analisi un po’ dettagliata e qualche considerazione.

Pur essendo la California uno stato considerato “liberal” ed essendo molto ricco (è la quinta economia mondiale), ha tassi di povertà molto elevati ed un sistema scolastico pubblico che è al fondo delle graduatorie USA: la gestione del distretto di Los Angeles è affidata a ex banchieri e fautori della privatizzazione, con trasferimenti finanziari insufficienti, che hanno portato ad una progressiva riduzione della qualità del servizio; molti studenti (quelli che possono) abbandona le scuole pubbliche a favore delle scuole private (“charter schools”, che noi definiremmo parificate e che ricevono finanziamenti pubblici). Ci sono casi di classi con 49 studenti, e comunque i numeri sono in genere molto alti, sopra i 30-35; in molti casi si tratta di classi con studenti immigrati che parlano una miriade di lingue diverse, sovente in grossa difficoltà ma senza alcun supporto. Anche il personale ausiliario (in particolare per i più piccoli) e i bibliotecari sono in numero assolutamente insufficiente.

 

Dopo anni di lavoro senza un contratto, e opo 20 mesi di trattative, gli insegnati sono scesi in sciopero su una piattaforma chiaramente orientata alla difesa della scuola pubblica: accanto a richieste salariali, i punti qualificanti erano maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, l’aumento del personale ausiliario, la riduzione del numero di studenti per classe, più scelte per le materie (introduzione di materie artistiche, ecc.), modifica dei criteri di valutazione, considerati arbitrari e selettivi, e soprattutto il blocco delle autorizzazioni alle charter schools.

 

Lo sciopero era legale, in quanto l’UTLA è un’organizzazione sindacale riconosciuta, ma la maggioranza degli insegnati non aveva nessuna esperienza, e gli amministratori avevano fomentato campagne di stampa contro di loro. Il successo si basa sul lavoro, durato anni, di ricostruzione di un’organizzazione sindacale a partire dalla base, portato avanti da un gruppo di attivisti , che ha cambiato completamente l’UTLA, da una struttura elitaria dove valeva il sistema della delega in un’organizzazione presente capillarmente in tutte le scuole, con quelli che noi chiameremmo “delegati”, e cha ha progressivamente coinvolto tutti gli iscritti e ha saputo costruire un legame con le famiglie, con organizzazioni degli studenti, con le associazioni sul territorio, altri sindacati.

 

Il 98% dei lavoratori ha votato sì alla proposta di sciopero, e nella settimana di mobilitazione la partecipazione è stata capillare ed imponente, coinvolgendo la popolazione. “Scioperiamo perchè le scuole possano davvero essere il centro delle nostre comunità”. Lo sciopero ha vinto tutte le paure; per molti è stata un’esperienza faticosa ma elettrizzante. La rottura dell’isolamento: oltre alla presa di coscienza della forza dell’agre collettivo, la gente scopriva di “volersi bene”.

 

L’accordo – impensabile solo qualche settimana prima e approvato da quasi il 100% dei lavoratori – comprende: un aumento del 6% degli stipendi, una riduzione degli studenti per classe, fondi per bibliotecari e altro personale di supporto, una riduzione dei tests standardizzati, e altro, oltre al blocco dei tentativi di peggiorare il sistema di assistenza sanitaria. Gli amministratori hanno anche accettato il principio di un aumento dei fondi statali e di un tetto alle charter schools.

 

Alcune considerazioni:

-La forza del movimento è dipesa anche dalla sua capacità di unire lavoratori che il sistema tende a dividere: l’UTLA ha anche appoggiato lo sciopero degli insegnanti di un gruppo di Charter Schools che sono scesi anch’essi in lotta al loro fianco (il secondo sciopero del genere negli USA): chiedere la limitazione delle scuole private non vuol dire non sostenere le lotte dei lavoratori di quelle scuole.

-L’ampiezza dei temi affrontati e l’ottica di battaglia contro le ingiustizie sociali e razziali ha fatto di questo movimento un soggetto politico: radicale non perché sia lontano da quel che chiede e pensa la gente, ma perché richiede profondi cambiamenti nell’organizzazione della società. -Lo sciopero paga: scioperi degli insegnati sono all’orizzonte in altri stati, e altri sindacati hanno espresso sostegno all’azione dell’UTLA.

 

 

Davide Lovisolo

Febbraio 2019

 

 

https://www.thenation.com/article/los-angeles-teachers-strike-utla-organizing-solidarity/

https://www.thenation.com/article/la-teachers-strike-utla-victory-agreement/

https://www.thenation.com/article/la-teachers-strike-interviews-class-size/

https://www.thenation.com/article/los-angeles-teachers-strike-2019/

https://www.thenation.com/article/la-teachers-strike-education-labor-unions/

https://jacobinmag.com/2019/01/la-teachers-strike-contract-arlene-inouye