sindacalmente 3Vogliamo prender parola, per proporre percorsi capaci di alimentare un pensiero critico propositivo, idee per una diversa strategia sindacale. Due seminari on line.

E’ possibile “prender parola”? Non solo negli organismi statutari ma come iscritti al sindacato, come lavoratori? E’ necessario. Lo Statuto Cisl prescrive che “Gli iscritti hanno diritto ad essere adeguatamente informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano e ad esercitare il diritto di critica nei confronti dei dirigenti sindacali. Si legge anche “..ispirati al principio della supremazia del lavoro sul capitale, essendo il lavoro la più alta espressione di dignità dell’essere umano (preambolo IV, Statuto Cisl).

Il principio dell’economia “moderna” pone la priorità di creare valore crescente, e rapido, per l’azionista.

Prender parola per riflettere sul sindacato e sulla globalizzazione e sulle diseguaglianze crescenti, per seminare idee, per alimentare la speranza in utopie credibili, che diano senso al futuro; per unsindacato che sappia unire - il mondo del lavoro tutelato e quello dei lavoratori precari, degli invisibili, di chi ricerca un lavoro o ha smesso di farlo - le generazioni in un patto di solidarietà.

Pensiamo sia necessario che il sindacato cambi il suo modo d’essere, dall’accentramento di organismi chiusi su se stessi, introversi, a un sindacalismo comunicativo, estroverso, che avverte il bisogno di militanti volontari in contatto quotidiano con la realtà in veloce cambiamento.

Vogliamo riflettere su queste cose partecipando a due seminari virtuali - una mailing a cui si aderisce con poche regole di funzionamento - in preparazione di un appuntamento pubblico, con confronto “faccia a faccia”. Per non limitarci a borbottare la nostra inquietudine contestando la preoccupante decadenza della democrazia rappresentativa nel sindacato.

Il problema dei leader. Giuseppe De Rita* sostiene che le ragioni del declino dei leader, ovvero l’impossibilità di questi a dare continuità ai successi iniziali d’immagine, siano da ricondurre a due principali difficoltà: la sempre più vasta complessità dei problemi e la propensione dei leader a spostare sempre più in alto la soglia della loro responsabilità, “…inavvertitamente spostandosi però verso la propensione alla centralità dell’impegno mediatico”.

Vale anche per i leader sindacali? In parte, in quanto sono “protetti” per la verifica del consenso da una rappresentanza (organismi esecutivi territoriali e categoriali), sempre più selezionati dall’alto. Inoltre si “scarica” molto sulla contrattazione aziendale chiamata a dare soluzioni a problemi sempre più complessi. Così accade, ad esempio, che il welfare universale s’indebolisca sempre più, che la contrattazione aziendale raggiunge sempre meno lavoratori ed i contenuti del welfare aziendale diventino, a volte, aziendalismo puro e contraddittorio con i principi annunciati.

Per le Rsu e gli iscritti prendere parola - essere consultati, anche con modalità oggi possibili con le nuove tecnologie - per partecipare alle scelte strategiche che riguardano tutti i lavoratori è solo…un ricordo di tempi lontani. Il deterioramento della democrazia rappresentativa è iniziato molti anni fa: anche i congressi di base (punto iniziale della piramide delegata) sono convocati e realizzati (e avviene sempre meno) non rispettando le regole fondamentali dello Statuto per garantire una partecipazione consapevole. Eppure, oggi, esistono anagrafe aggiornate degli iscritti, ci sono i siti web, le varie modalità di social per comunicare. Le nuove tecnologie informatiche ben possono favorire la partecipazione reale di Rsu e degli iscritti. Le cose vanno in altra direzione.

Esiste un deficit di analisi e di strategie unitarie del sindacato sul tempo di vita, di lavoro, di studio, sulla formazione continua, sulle politiche attive del lavoro, sul nuovo mutualismo territoriale, sul consolidamento del welfare universale, sulla mobilità, sui flussi degli immigrati. Sull’Europa.

Con questa iniziativa, modesta per le forze che mette inizialmente in campo, cercheremo anche una riflessione sull’azione dei diversi sindacati a livello internazionale; inoltre, allargare anche il nostro orizzonte - quando discutiamo sul tema partecipativo nel sindacato - alla dimensione politica, sociale, culturale, industriale. Particolare attenzione va posta alla questione “partecipazione dei lavoratori e innovazione tecnologica” con una attenzione mirata a industria e servizi 4.0. Le attuali vicende di Amazon hanno portato in evidenza un tema che era stato affrontato nello Statuto dei lavoratori e manomesso con il Job Act. Oggi girano troppi coccodrilli, prima ti mangiano e poi piangono.

Ci proponiamo anche un confronto sulle tesi degli “ottimisti” e dei “critici” sulla globalizzazione, ben diversa dalle ottimistiche visioni del villaggio globale; sull’attuale utilizzo delle nuove tecnologie. tra chi “non teme” e chi “teme” il saldo negativo per l’occupazione.

Vogliamo inoltre riflettere sui dati della povertà nel mondo e dell’impoverimento nei paesi sviluppati: come abbia inciso questo “modello con poche regole” della globalizzazione.

*****************************************************************************

Seminario 1 - Coordinatore Savino Pezzotta - Lavoro e società.

  • Ripartire e ridurre l’orario di lavoro, più spazio con relativo sostegno economico per il tempo di vita e per forme di mutualismo in una società sempre “più anziana”; al centro della riflessione l’innovativa richiesta dell’IG Metall tedesca impegnata nel rinnovo contrattuale.
  • Politiche attive per il lavoro con l’obbligo di formazione continua (affiancata da attività socialmente utili) per ricevere un sostegno economico (es. reddito di cittadinanza o altra denominazione) nel periodo di ricerca del lavoro: è quanto manca oggi in Italia. Il Job Act ha “costruito una casa” iniziando dal tetto anziché da solide fondamenta. Pochissimi sono i Centri per l’impiego con un funzionamento efficace. Le stessa esperienze della Cisl per la formazione professionale, degli IAL, è nel tempo fallita e non si sono ancora analizzate le vere cause. E’ necessario rilanciare l’apprendistato, oggi siamo in coda tra i paesi Eu. Da anni i sindacati co-gestiscono, con enti bilaterali, i fondi interprofessionali per la formazione continua, stanziati dal governo e Eu. Perché, allora, mancano le professionalità necessarie?
  • Progetti di lavoro socialmente utili - soprattutto nelle tante aree degradate e abbandonate delle periferie e del paese - impiegando anche gli immigrati irregolari (lavoro gratuito per compensare i costi dell’accoglienza) in attesa di risposte alla richieste di asilo o di soggiorno.
  • Servizio civile obbligatorio per i giovani, al termine del ciclo scolastico, finalizzati sia alla formazione culturale sui “beni comuni”, sia per programmare un’estensione territoriale di questi beni. Un tempo si era chiamati “a servire in armi la patria”; ora la leva obbligatoria è sospesa da una legge. Oggi, giovani/e possono ben servire il proprio paese per 12 mesi con il compenso oggi corrisposto per il Servizio civile volontario, che sono poche decine di migliaia. C’è da discutere, le idee sono diverse, proviamolo a farlo con impegno.
  • Gran parte dei temi sopra indicati riguardano la strategia confederale sindacale di medio e lungo periodo, e si collegano, tra l’altro, alla necessità di elaborare chiare indicazioni per la contrattazione del welfare aziendale coerenti con nuove forme di mutualismo territoriale.
    • L’impegno richiesto a chi si iscrive ai seminari virtuali (si può aderire ovviamente ad entrambi) è quella di garantire una risposta ai testi che saranno inviati: dal solo Ok di assenso, all’auspicabile nota con suggerimenti d’integrazioni e/o tagli.
    • Ci proponiamo l’invio dei primi testi, ai registrati nella mailing, a metà febbraio 2018. Le integrazioni o gli ok dovrebbero pervenire entro 10 giorni dal ricevimento dei testi favorendo così il lavoro per la definizione del testo finale, che sarà inviato in Aprile, ancora con possibilità d’integrazioni, prima del Seminario pubblico, in una città e data ancora da definire,

Seminario 2 - coordinatore Giovanni Avonto – Partecipazione e libertà di pensiero.

La formazione è uno dei temi che ha caratterizzato la storia della Cisl. C’è chi sostiene la continuità del “marchio”, noi pensiamo che si sia interrotto da tempo e manchi ora una vera strategia di formazione continua - per segretari a pieno tempo, per operatori, per Rsu, per gli iscritti - idonea ad affrontare i grandi temi dei nostri giorni, non dimenticando la storia. Oggi, l’investimento nella formazione, anche nel sindacato, è un qualcosa di riduttivo, facoltativo, nel bilancio e come pratica. La formazione permanente e i periodi sabbatici sono temi ostici per il grande apparato a pieno tempo dei segretari di categoria e delle strutture: anche perché non finalizzati a legittime attese di mobilità professionale e/o di incarichi futuri. Si cercano altre metodologie più convenienti come ad esempio la “fedeltà” seppure molte volte di mera facciata. Cercheremo idee per:

  • Metodi e programmi di formazione e informazione che sappiano valorizzare il pluralismo e il senso critico nel sindacato, praticamente scomparso; per la memoria e la curiosità storica, ingredienti necessari per garantire autonomia propositiva ad ogni livello.
  • La libertà di parola e di critica in Cisl - E’ diventato difficile esprimersi liberamente? E’ possibile solo in “riservate stanze”? Perché? Fausto Scandola voleva conoscere e far sapere cose che l’organizzazione voleva tenere riservate a sedi ristrette. Il problema è ancora questo! L’utilizzo degli ispettori       confederali tradisco le finalità dichiarate. I disinvolti commissariamenti, con stravolgimento delle regole e garanzie di contraddittorio, sono attivati per ottenere “omogeneità e voce unica” nella Cisl: sono sostitutivi del confronto, per quanto serrato, quando esistono diversità politiche e organizzative nella Cisl. Un gran bel guaio! E’ del tutto evidente che si debba recuperare - con radicali innovazioni, di composizione e di metodo - il ruolo dei probi viri e degli stessi ispettori confederali, in veri garanti super partes, quando sono chiamati in causa. Diversamente il ricorso alla Magistratura ordinaria diventerà sempre più necessario.
  • Riformare radicalmente la democrazia rappresentativa prendendo atto dell’urgenza di innovare metodi e regole per un ritorno reale agli iscritti, rivoluzionando il primo livello dei pre-congressi, dove avviene il primo conferimento di delega.
  • La rappresentatività dei sindacati che firmano i contratti; come abbattere gli oltre 850 contratti nazionali depositati al Cnel. Come definire la validità erga omnes dei CCNl in alternativa al salario minimo deciso dal Parlamento, una formula pericolosa, al ribasso. Si pone anche il problema della verifica periodica, esempio alle scadenze del contrattuali, delle deleghe sottoscritte dai lavoratori per l’adesione al sindacato. Va bene l’attuale situazione?
  • Rivedere i distacchi sindacali retribuiti (dalle aziende pubbliche e dalla PA) che influenzano pesantemente le scelte per la composizione delle segreterie a vari livelli, in particolare Regionali e confederali, nazionali e territoriali, non solo più nel settore pubblico. I distacchi sindacali retribuiti, a discrezione, sono cosa ben diversa dal monte ore regolamentato per Rsu, Rsa, Rls. Deformano, spesso, lo stesso iter della       democrazia rappresentativa sindacale. Perché un sindacalista, del pubblico impiego, a pieno tempo nel sindacato può proseguire con l’evoluzione di carriera nel settore da cui è stato distaccato?
  • Pubblicizzazione degli stipendi e dell’estratto conto Inps (per ora nessuno lo fa) di tutti i segretari. Se si prende visione sul sito Cisl di come abbiano pubblicato le buste paghe i segretari confederali, se si da uno sguardo ai siti Cisl territoriali e categoriali, si deve constatare che i “virtuosi” sono in minoranza

Come si partecipa e come funzionano i Seminari virtuali

I due Seminari sono gruppi di persone che operarono in totale autonomia, coordinati da Giovanni Avonto e Savino Pezzotta. I siti web (Blog di Savino Pezzotta, www.il9Marzo.it; www.sindacalmente.org) garantiranno il pieno sostegno sul piano organizzativo per raccogliere le adesioni, per gestire la mailing, per dare visibilità ai documenti proposti. Solleciteremo adesioni oltre l’area Cisl.

Con l’invito a partecipare, inviamo un caloroso saluto e un augurio di buon lavoro

Gianni Italia e     - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -

Savino Pezzotta   - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -

5 febbraio 2018

Per aderire ai seminari virtuali inviare e-mail a

https://savinopezzotta.wordpress.com/   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.il9marzo.it             Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.sindacalmente.it     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Note - * Perché la personalizzazione della politica è in declino (irreversibile), Corriere della Sera, luglio 2017.

Savino Pezzotta è stato segretario generale della Cisl dal dicembre 2000 all’aprile 2006.

Gianni Italia è stato segretario generale della Fim-Cisl dal 1989 al 1997

Giovanni Avonto è stato segretario generale dell’Unione Regionale Cisl del Piemonte dal 1981 al 1985